Il Monte Pelmo, massiccio dolomitico a forma di trono, sopra i boschi di abete in una giornata limpida
Monte Pelmo — foto: kallerna · CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons

Chi apre la finestra al mattino a San Vito di Cadore lo capisce subito: queste non sono montagne qualsiasi. Pareti chiare che al tramonto si accendono di rosa, torri, guglie e altipiani sospesi sopra i boschi. Nel 2009 il mondo intero lo ha riconosciuto ufficialmente: le Dolomiti sono state iscritte nella Lista del Patrimonio Mondiale dell’UNESCO. E uno dei sistemi montuosi tutelati si alza proprio sopra la Val del Boite.

Perché le Dolomiti sono Patrimonio dell’Umanità

Il riconoscimento è arrivato nel giugno del 2009 e riguarda due aspetti. Il primo è la bellezza del paesaggio: l’UNESCO ha considerato le Dolomiti tra i paesaggi montani più straordinari del pianeta, per la varietà di forme e colori e per i contrasti tra pareti verticali, pascoli e boschi. Il secondo è il valore geologico e geomorfologico: queste rocce raccontano una lunga storia della Terra, fatta di antichi mari tropicali, scogliere di organismi marini, attività vulcanica e sollevamenti che le hanno portate fino alle quote attuali.

Non si tratta di un unico parco, ma di nove sistemi montuosi distinti, distribuiti tra le province di Belluno, Bolzano, Trento, Pordenone e Udine. Ognuno racconta un capitolo diverso della stessa storia. Il nome stesso della catena deriva da Déodat de Dolomieu, il geologo francese che alla fine del Settecento studiò la particolare roccia di cui sono fatte, poi chiamata dolomia.

Pelmo-Croda da Lago: il sistema di casa

Per chi soggiorna a San Vito, il sistema più vicino è quello del Pelmo-Croda da Lago, che si estende per oltre 4.000 ettari in provincia di Belluno. Il Monte Pelmo dista circa 7 chilometri in linea d’aria dal paese, come la Croda da Lago: due presenze costanti nel paesaggio, che vedrete da tanti punti della valle.

Il Pelmo, alto 3.168 metri, è inconfondibile. La sua forma massiccia, con una grande conca tra due spalle di roccia, gli ha valso il soprannome di «Caregon del Padreterno», il grande seggiolone di Dio. Ha anche un posto speciale nella storia dell’alpinismo: nel 1857 l’irlandese John Ball ne raggiunse la vetta, in una delle prime salite documentate di una grande cima dolomitica. Ai piedi del Pelmetto, la cima minore accanto al Pelmo, è stato scoperto un masso con impronte di dinosauro, una testimonianza preziosa di quando questo paesaggio era tutt’altra cosa.

Da sapere: molti sentieri intorno al Pelmo e alla Croda da Lago sono escursioni di montagna vere e proprie, con dislivelli importanti. Prima di partire informatevi sulla difficoltà del percorso, sul meteo e sull’apertura dei rifugi, consultando i canali ufficiali o le guide alpine.

Le altre montagne intorno a San Vito

Dallo chalet lo sguardo spazia ben oltre il Pelmo. Al piano superiore di Chalet Conca Dolomiti, il balcone della camera matrimoniale si affaccia su Tofane, Pelmo e Rocchette, mentre dal balcone su cui dà la camera con letto a castello si vedono il Monte Marcora e il Monte Antelao, la cima più alta del Cadore. Poco più in là si aprono le escursioni verso il Lago di Sorapis e, salendo verso Cortina, i panorami delle Cinque Torri e del Lagazuoi.

L’enrosadira, lo spettacolo del tramonto

Se c’è un fenomeno che spiega meglio di qualsiasi riconoscimento la bellezza delle Dolomiti, è l’enrosadira: al tramonto, e a volte all’alba, le pareti si tingono di rosa, arancio e viola. Dipende dalla composizione della roccia, che riflette la luce radente in modo particolare. Il consiglio è semplice: nelle sere limpide fermatevi qualche minuto in giardino o sul balcone e guardate verso le cime.

Un patrimonio da rispettare

Essere Patrimonio dell’Umanità significa anche una responsabilità condivisa. Restate sui sentieri segnati, riportate a valle i vostri rifiuti, non raccogliete fiori e rocce, rispettate la fauna e i pascoli. Nei periodi di maggiore afflusso, scegliete itinerari meno battuti o partite presto: la montagna vi ricompenserà con silenzio e luce migliore.

E la sera, dopo una giornata tra queste vette, non c’è niente di meglio che sedersi davanti al caminetto, con gli scarponi ad asciugare e la sensazione di aver camminato dentro un paesaggio che appartiene al mondo intero.

Le Dolomiti UNESCO dal balcone di Chalet Conca Dolomiti

Dal piano superiore dello chalet i balconi si affacciano su Tofane, Pelmo, Rocchette, Monte Marcora e Antelao.